I giovani detenuti a Francesco:”Con l’aiuto del Papa e di Dio, riusciamo ad andare avanti”

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Due minori reclusi nel Centro de Cumplimiento de Menores Las Garzas de Pacora (Riformatorio Las Garzas di Pacora) hanno dato una testimonianza delle loro vite, confidando che la visita del Santo Padre gli portera' la pace di cui hanno bisogno.
Questa mattina Papa Francesco ha visitato il Centro de Cumplimiento de Menores Las Garzas de Pacora per conoscere e ascoltare alcuni giovani, detenuti per aver commesso delitti. Come d’abitudine il Santo Padre, ha trascorso del tempo con gli ultimi, gli esclusi e i bisognosi della società.
Questo, e' stato un giorno molto speciale per Jorge (18) e Óscar (17), che insieme a altri 200 giovani, perché sperimentarono la presenza della massima autorità della Chiesa cattolica. “Per noi è una allegria immensa. Ci sentiamo privilegiati perché siamo qui dentro e lui non ha alcun problema ad avvicinarsi”, raccontò Jorge che è detenuto per furto. Oltre a, sapere molto bene quello che voleva chiedergli quando lo avrebbe visto: “L’unica cosa che volevo chiedergli è che benedisse la mia famiglia e me affinché possa generare il cambiamento di cui tanto ho bisogno”.
(Immagine di spalle da lontano)
A sua volta, Óscar ha assicurato che era da diverse settimane che stava facendo le prove con la sua chitarra per cantare a Francesco: “Siamo 10 persone nel coro e io sono il chitarrista. Abbiamo preparato un repertorio per mostrare al Papa che lo amiamo” . Come Jorge, ringrazia per la presenza del Santo Padre, era eccitato nel sapere che sarebbe stata una visita molto grande: “Semplicemente voglio ringraziarlo perché è venuto da noi. Con il suo aiuto e quello di Dio, riusciamo ad andare avanti”.
Entrambi sono fanatici del calcio, anche se hanno gusti diversi. Jorge, in più, è appassionato di nuoto e cerca di approfittare al massimo il tempo ogni volta che vanno alla piscina, Óscar invece, preferisce la pittura artistica: “Il mio tempo libero, lo passo pitturando qualsiasi paesaggio veda. Quando li finisco, li incornicio e li mando a mia mamma”
Coscienti del cambio che sta risvegliando in loro la visita di Francesco, si decisero a dire cosa gli piacerebbe fare una volta conclusa la loro condanna: “Quando esco vado ad abbracciare forte la mia famiglia e da lì all’università per diventare avvocato perché voglio difendere la gente buona”, sostenne Jorge. Da parte sua, Óscar precisò che all’uscita del complesso studierà ingegneria aeronautica perché “fin da piccolino giocavo con le mie barche di carta”.